Valle Maria – L’atto di nascita risale all’estate 2012, quando pastori e montanari delle Alpi occidentali, decisi a reagire al progressivo venir meno delle condizioni minime per continuare a vivere e operare in montagna, diedero vita all’associazione “Alte Terre”. Il gruppo è guidato dal presidente, Giorgio Alifredi, affiancato dai vice Franca Pejrone e Celestino Ricca e dai consiglieri Margherita Bertaina, Antonio Borgna, Antonio Leinardi, Giuseppe Molinari, Cristiano Peyrache, Giovanni Perotti. La sede legale è a Dronero, presso Espaci Occitan. È nella “Carta” fondativa che sono fissati gli obiettivi del movimento: integrazione ecologica tra uomo e ambiente, il settore primario agro-pastorale cardine della vita dell’uomo sulle Alte Terre, l’urgenza di politiche mirate a favorire l’insediamento di una famiglia per ogni borgata, una visione dell’ambiente alpino che tenga in conto la presenza dell’uomo e della sua attività, forme innovative di autogestione. Nel contesto di un nutrito pacchetto di iniziative, spiccano alcune “battaglie” per le quali l’associazione ha messo in campo un notevole potenziale di conoscenze, risorse, passione. A cominciare dall’impossibile convivenza pacifica e duratura con il lupo. “Occorre creare le condizioni – dice l’associazione – affinché tale convivenza non si attui a tutto svantaggio della gente e dei pastori di montagna, ai quali bisogna garantire la possibilità di difendersi quando si sentono minacciati nelle persone e nei propri animali. Negare il diritto naturale all’autodifesa, oltre che espressione di intollerabile arroganza e disprezzo per chi si trova nella condizione di vittima, significa abbandonare a se stessa un’intera categoria sociale”.Un altro “ostacolo” da superare è rappresentato dalla legge forestale della Regione Piemonte che impedisce il recupero delle superfici agropastorali abbandonate e invase dalla boscaglia. Servizio su La Guida in edicola giovedì 10 marzo





