Con una lettera inviata da una partecipante al progetto Vela, uno dei bandi proprio della Fondazione mirato a promuovere l’autonomia e la piena inclusione sociale, abitativa, lavorativa e culturale delle persone con disabilità, che ringrazia la presenza di un progetto "che ha ridato la voglia di vivere" ha voluto chiudere l’ultimo discorso ufficiale del suo doppio mandato da presidente della Fondazione Crc, Ezio Falco. Quarantacinque minuti di numeri ma soprattutto di contenuto, di racconto di un ente che si è trasformato in dieci anni, non dimenticando mai le proprie radici e la propria nascita, ma guardando al futuro. Per questo Falco è partito dal ringraziare il primo presidente Giacomo Oddero, che con lui a fine di questo mandato, poco più di un mese, lascerà la Fondazione. Ma poi ha voluto raccontare le mission di questi due quinquenni, il primo con l’inizio di un cambiamento a partire dalla creazione del Centro Studi e il secondo con la continuazione di una trasformazione verso una Fondazione che progetta con il territorio. La presentzzone oggi venerdì 11 marzo alle 17, presso lo Spazio incontri Cassa di Risparmio di via Roma a Cuneo, del "Bilancio di mandato 2011-2015" si era aperta con la relazione di Andrea Silvestri , direttore generale della Fondazione che ha illustrato risultati, numeri, percentuali, investimenti ed erogazioni degli ultimi cinque anni. Ma l’attesa era per il discorso, l’ultimo da presidente, di Falco che è partito dal 2006 per arrivare ad oggi, raccontando il cambiamento, l’innovazione e un processo per rendere la Fondzzione "un’istituzione adulta, sana, autonoma e responsabile, ma sempre legata al territorio per lavorare per il bene della comunità…. non solo erogando soldi (e sono 420 milioni dal 92 ad oggi, ndr) ma anche idee, cosa non da tutti", ha detto Falco. Non mancano i riferimenti diretti alla presenza in Bre e Ubi e nel mondo bancario che sta attarversando una forte crisi, non solo di numeri ma anche d credibilità, fino ad arrivare alle conclusioni. Sono analisi di un cammino di dieci anni di un gruppo e di un’istituzione ma non mancano i riferimenti alle vicende personali agli attacchi, che definisce "un vero e proprio stalking di gruppo, dal momento della sfiducia all’allora presidente della Bre (Piero Bertolotto, ndr) fino ad oggi all’indagine in cui è coinvolto: "Da più di due anni sono indagato e non so per cosa e da parte di chi". Chiude appunto con la lettera sul progetto Velo sottolineando che "Le persone passano ma le istituzioni restano, per qusto spero in una continuità di questo progetto".





