Domenica 17 aprile seggi aperti dalle 7 alle 23 per il voto sul referendum “No-triv”. Il referendum riguarda l’abrogazione di quella parte di legge che permette il rinnovo fino all’esaurimento dei giacimenti delle concessioni per le attività di ricerca, estrazione e produzione di idrocarburi nelle strutture già esistenti nei mari italiani entro le 12 miglia marine dalla costa.Il testo esatto del quesito che si troverà sulla scheda è riportato qui sotto. Se vince il Sì, alla scadenza delle concessioni non ci sarà alcuna proroga e le attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio nelle piattaforme presenti entro le 12 miglia dovranno essere interrotte, con un processo graduale che, per via delle diverse età e i diversi contratti dei vari impianti, si completerà nel 2034. Riguarda 48 piattaforme che estraggono idrocarburi che si trovano entro il limite di 12 miglia dalla costa. Sono piattaforme che hanno ruoli di supporto alla produzione e fanno parte di 44 concessioni, vaste aree di mare nelle quali un’impresa o un consorzio di imprese ha acquistato il diritto a cercare ed estrarre idrocarburi.Se vince il No, le concessioni che vengono rilasciate per un primo periodo di trent’anni, prorogabili una volta per dieci anni e altre due volte per cinque, possono essere rinnovate dopo l’ultima scadenza fino all’esaurimento del giacimento.Il quorum. Perché il referendum sia valido deve andare alle urne il 50% più uno degli elettori, per cui la scelta sul referendum non si esprime sono con il Sì o con il No ma anche con l’astensionismo che renderebbe inutile il referendum stesso. Oltre alla questione riportata in scheda, il referendum ha assunto anche una rilevanza più ampia rispetto al quesito, assumendo un più generico messaggio politico ambientalista ma anche di opposizione al governo, dopo l’invito di Renzi a disertare le urne. In ogni caso secondo i vari comitati “No-triv” le trivellazioni andrebbero fermate per evitare rischi ambientali e sanitari e di conseguenza anche per evitare danni al turismo che è una delle risorse principali delle regioni di mare (il referendum è stato promosso da nove regioni italiane). In ogni caso il referendum non impedirà nuove trivellazioni (che sono già vietate) né la costruzione di nuove piattaforme, ma solo lo sfruttamento di quelle già esistenti. La regione con il più alto numero di piattaforme è l’Emilia-Romagna, seguita dalla Basilicata. La vittoria del Sì manderebbe un segnale contrario all’ulteriore sfruttamento dei combustibili fossili a favore di un maggior utilizzo di fonti energetiche alternative. Le ragioni del No o dell’astensionismo fanno leva sulla convinzione che continuare l’estrazione di gas e petrolio offshore è un modo sicuro di limitare l’inquinamento: l’Italia estrae sul suo territorio circa il 10 per cento del gas e del petrolio che utilizza, e questa produzione ha evitato il transito per i porti italiani di centinaia di petroliere negli ultimi anni. E poi avrebbe conseguenze sull’occupazione, visto che migliaia di persone lavorano nel settore e la fine delle concessioni significherebbe la fine di posti di lavoro. Oltre all’aspetto politico: secondo i comitati per il No il referendum è lo strumento sbagliato per chiedere al governo maggiori investimenti nelle energie rinnovabili. Si vota nei seggi abituali delle elezioni dalle 7 alle 23 di domenica e hanno diritto al voto tutti i cittadini iscritti alle liste elettorali che hanno compiuto almeno 18 anni entro il 17 aprile 2016. Per votare è necessario presentare un documento di identità valido e la tessera elettorale. Per chi avesse documenti scaduti o tessere elettorali smarrite non ancora ricevute per i neodiciottenni, o piene perché ha finito gli spazi per i timbri, gli Uffici anagrafe ed elettorale dei Comuni resteranno aperti sia il sabato che la domenica. A Cuneo l’apertura straordinaria è sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 e domenica dalle 9 alle 12.Gli elettori italiani che risiedono all’estero e che sono iscritti all’Aire si vedranno recapitare a casa loro il plico per votare. Per i lavoratori o gli studenti fuori sede che tornano a casa per votare alla consultazione Trenitalia ha previsto uno sconto del 70% sui biglietti per treni a media o lunga percorrenza e del 60% sui biglietti dei treni regionali (per usufruire del beneficio il viaggio di andata deve avvenire non prima del 7 aprile e quello di ritorno non più tardi del 26 aprile). Anche Italo e Alitalia offrono la possibilità di acquistare biglietti scontati per chi sceglie di viaggiare con i loro mezzi per tornare nel loro Comune a votare. Il testo del quesito sulla scheda:“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”





