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Venerdì 17 aprile 2026

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Incontro Consiglio presbiterale e pastorale

Cuneo – Giovedì 28 aprile, alle ore 19, nel Seminario vescovile si incontreranno il Consiglio Presbiterale e Pastorale delle diocesi di Cuneo e di Fossano. Tema dell’incontro  è “L’abitare”. La fondamentale caratteristica del modo di stare al mondo del cristiano è quella di stare “in relazione”: entrare in relazione, ascoltare, stare senza giudicare, creare opportunità di incontro. Al Convegno di Firenze  del 2015, nella relazione finale papa Francesco invita così la Chiesa italiana: “Vi raccomando la capacità di dialogo e di incontro. Dialogare non è negoziare. Negoziare è cercare di ricavare la propria “fetta” della torta comune. Non è questo che intendo. Ma è cercare il bene comune per tutti. Discutere insieme. Pensare alle soluzioni migliori per tutti. Molte volte l’incontro si trova coinvolto nel conflitto. Nel dialogo si dà il conflitto: è logico e prevedibile che sia così. E non dobbiamo temerlo né ignorarlo, ma accettarlo.  Accettare di sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo”. E nella relazione finale di Firenze si legge: “Non si abitano solo luoghi: si abitano anzitutto le relazioni. Non si tratta di qualcosa di statico, che indica uno ‘star dentro’ fisso e definito, ma l’abitare implica una dinamica… Ma in che cosa consistono queste relazioni buone che ci troviamo ad abitare e che dobbiamo rilanciare e praticare nella vita di tutti i giorni? Esse possono venir sintetizzate da questi verbi: ascoltare, lasciare spazio, accogliere, accompagnare, fare alleanza”. Ma non basta stare. Occorre stare “attraversando”, come persone che sono in cammino e che abitano la mancanza. La Chiesa, prima e più che la esibizione di certezze granitiche, prima e più che la partecipazione alla discussione collettiva, è chiamata ad ascoltare, come atto originario e distintivo del credere con una presenza discreta ma aperta. Diventa, allora, un abitare con lo stile dell’Alleanza: alleanza uomo-donna, fra generazioni, fra i popoli, fra le religioni, tra cittadino e istituzioni. Atteggiamenti che non possono non essere svolti con gioia: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù – scrive papa Francesco nell’Evangelii Gaudium 1-2 – . Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata”. Riflessione che porta il cristiano ad un abitare che richiede interesse per il Creato, la terra (pensiamo alla Lettera Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco sulla cura della casa comune), la casa (che è un modo per dare continuità al piano pastorale sulla famiglia e farsi vicini alla loro quotidianità), la parrocchia (per far crescere il dialogo fra i vari gruppi  operanti in essa, attraverso la condivisione e la corresponsabilità), questo nostro tempo che le sue sfide e opportunità, la partecipazione (nel sociale, nelle istituzioni, nella politica), e infine abitare  i vuoti (fragilità, malattia, lutto, i giovani, la cultura, il futuro).

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