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Mercoledì 15 aprile 2026

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Sanità, diritto di tutti ma senza inefficienze

La Guida - Sanità, diritto di tutti ma senza inefficienze

Cuneo – Il corso di formazione-informazione sulla politica organizzato a Cuneo, per gli under 35 anni, dall’Associazione Monviso in Movimento presieduta dall’assessore regionale Alberto Valmaggia ha visto nel suopenultimo appuntamento il tema della sanità. A parlarne ai partecipanti Fulvio Moirano: laureato in Medicina e Chirurgia; dal 1995 al 2009, direttore generale e commissario in numerose aziende sanitarie pubbliche, tra cui l’Asl CN1 e l’Ospedale Santa Croce e Carle del capoluogo; quindi, dal 2009 al 2014, direttore dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) e, infine, dal 2014, direttore dell’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. Moirano ha raccontato lo sviluppo del delicato servizio in Italia e nel Piemonte a partire dagli Anni Ottanta, ha snocciolato dati e dedicato alcuni passaggi riguardanti le prospettive future del comparto. Ne è venuta fuori una relazione ricca di spunti di riflessione. “Nel mondo – ha esordito – per fornire l’assistenza sanitaria ai cittadini esistono due metodi: il liberista e quello di uguaglianza. L’Italia ha adottato quest’ultimo sistema nel 1978, applicando il principio che la salute è un diritto e va garantita a tutti senza badare alle condizioni socio-economiche delle persone. Io sono d’accordo e difendo il pubblico in questo settore, ma con una differenza: non quello “cialtronesco” e inefficiente”. Quindi, ha cominciato a lanciare qualche frecciata: “Ad esempio le Molinette di Torino perdono 180 milioni di euro all’anno: una cifra non più tollerabile. Se, poi, si prende come esempio una struttura simile come il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna che, ogni anno, porta  casa 75 milioni di utile, vuol dire che il Molinette costa alla comunità 250 milioni per 365 giorni di attività. Allora, va bene l’uguaglianza, ma non il cattivo funzionamento”. Dal 1978 lo Stato ha trasferito le competenze del sistema sanitario e dell’assistenza alle Regioni e agli Enti locali. “Nel tempo – ha proseguito Moirano – tutte le Regioni italiane hanno generato un forte passivo. Lo Stato, allora, in quest’ultimo periodo, per rimettere a posto la situazione, ha iniziato a tagliare, chiedendo i Piani di rientro. La Sanità costa al Paese 111 miliardi di euro all’anno. In Piemonte si spendono 8 miliardi di euro all’anno, ma siamo la prima Regione che, da qualche mese, ha raggiunto i paletti fissati dallo stesso Piano. Uscendone fuori con successo. La differenza la fa la buona politica, che deve tracciare una linea per il futuro senza avere paura di perdere il consenso immediato dei cittadini”. Cosa è stato fatto per ottenere il risultato? “Abbiamo tagliato e riorganizzato la rete dove si poteva, difendendo quello che funzionava. Ora i politici regionali cominciano a capire che è stata una scelta giusta. Dobbiamo solo più sistemare il Molinette, facendo pulizia e trasparenza per migliorarlo. In provincia di Cuneo, invece, siamo virtuosi e andiamo bene”. La qualità per unitarietà del servizio la misura il Ministero attraverso i LEA: i Livelli Essenziali di Assistenza. Il Piemonte, nonostante il Piano di rientro,  è ancora terzo in Italia per qualità offerta, dietro a Toscana ed Emilia-Romagna. I costi per pagare i LEA vengono distribuiti dal Fondo nazionale della Sanità, tenendo conto del numero di abitanti (65%) e dell’età (35%). “Si tratta – ha sottolineato Moirano – del compromesso politico utilizzato da 15 anni, anche se poi ci sono Regioni che non ci stanno economicamente in quei parametri e, allora, le altre cedono a favore di queste ultime una parte della loro quota”. Per quanto riguarda il futuro, il direttore regionale è stato chiaro: “Sono ottimista, anche se vanno ridotti i tempi di attesa delle prestazioni e dobbiamo seguire di più l’evoluzione tecnologica. Lo scorso anno abbiamo rimpiazzato 1500 dipendenti sui 2000 andati in pensione, quest’anno copriremo tutte le 2000 persone che chiuderanno la loro attività lavorativa. Però, adesso, siamo in equilibrio di bilancio. Sono d’accordo a garantire l’uguaglianza e il sistema pubblico che non vuol dire nascondere le inefficienze, ma essere di esempio nel lavoro quotidiano”.L’ultimo appuntamento del corso è previsto venerdì 6 maggio, sempre alle 18 e nella sede di Monviso in Movimento, in via Roma, 56, a Cuneo, con temi l’acqua e i rifiuti. Se ne occuperanno l’ingegner Guido Lerda, libero professionista; già presidente dell’Azienda Cuneese dell’Acqua (Acda), ex assessore e adesso consigliere comunale di Cuneo, e Roberto Ronco: laureato in Economia Aziendale; imprenditore; dal 2004 al 2009, presidente del Consorzio rifiuti del Chierese; dal 2009 al 2014, assessore all’Ambiente della provincia di Torino e, dal 2014, collaboratore dell’assessorato piemontese all’Ambiente.             

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