Villa Berrini ospita venerdì 10 aprile alle 20.45 la presentazione del libro “Lenga Plusa” scritto da Cinzia Racca. L’opera edita da Primalpe ed impreziosita dalle illustrazioni di Vanessa Rubino, è un omaggio alla storia e alla tradizione di Brusaporcello (ora Fontanelle).
Identità, memoria e leggenda che nascono da racconti tramandati di generazione in generazione e sopravvivono tra le rovine e i boschi di Fontanelle in attesa di raggiungere nuovi ascoltatori.
“A dare impulso a un’idea che avevo in mente da anni – commenta l’autrice – è stata la richiesta presentatami da alcuni studenti in merito a una ricerca sui castelli della frazione. Così, quelle che erano le storie raccontate da mio nonno Michele Dutto sono ora pronte a stuzzicare la fantasia di altri lettori”.
Una fantasia che trova concretezza grazie alle illustrazioni di Vanessa Rubino. “Mentre leggevo – racconta la disegnatrice – avevo già le idee chiare su cosa poter disegnare. Alcune immagini sono state chiare da subito. Altre invece hanno richiesto più bozzetti. È stato così per la “lenga plusa”. Tutte le illustrazioni nascono a matita, prima in formato minuscolo e poi a tutta pagina”.
Le leggende abbracciano oltre cinquecento anni di storia. Narrano ad esempio la distruzione di Brusaporcello ad opera degli Armagnacchi (nei secoli, di notte, si sentiva distintamente il rumore degli zoccoli dei cavalli degli invasori), parlano di masche, sarvan e diavoli, come quello che si trasforma in ombra che nitrisce nell’acqua del canale Comuna. Si racconta la curiosa e originale storia dei castelli “Du Dusu” (da “dominus” e “dux”), “Pirinoli” (la cui leggenda dà il nome al libro) e “Renostia”.
Non mancano poi riferimenti a due fra le leggende più conosciute sul territorio. La prima è quella del bandito Violino, vissuto a fine ‘700 e a capo di una banda di malviventi avversi ai repubblicani delle zone di Boves. La seconda è legata alla Regina Giovanna d’Angiò che, originaria di Napoli, attraversò la zona per incontrare Papa Clemente VI ad Avignone. In visita al monastero di San Dalmazzo, la donna vedendo l’edificio non grande, con una piccola torre e una chiesa stretta, ne sottovalutò l’importanza. Per questo ebbe in apparizione il beato Dalmazzo che, in compagnia di altri santi e sante di Dio, la respinse all’ingresso fino a condannarla a una penitenza in un luogo non troppo lontano.
L’ingresso alla serata è libero e gratuito.





