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Mercoledì 15 aprile 2026

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Una 25enne morì per incidente stradale, ricostruzioni in aula

È attesa per inizio maggio l'udienza per la sentenza sul fatto che causò il decesso di Samanta Pascuzzi a Bagnolo Piemonte

Bagnolo Piemonte

La Guida - Una 25enne morì per incidente stradale, ricostruzioni in aula

Aveva sbagliato strada e all’altezza di un capannone artigianale aveva eseguito la svolta a sinistra per entrare nello slargo e poi invertire il senso di marcia; proprio nell’istante in cui il signor G. P. stava eseguendo quella manovra, la sua Citroen speronò la Golf che lo stava sorpassando. A bordo c’erano due fidanzati, P.D. e la 25enne Samanta Pascuzzi che nel violento urto dell’auto contro un pilone della provinciale 246 perse la vita. Il fidanzato della giovane aveva patteggiato la propria pena ed era uscito dal processo, che è ora in corso e sta per concludersi a carico di G. P.
Sulla provinciale 246 che da Bagnolo Piemonte porta a Montoso, il 18 luglio 2021 viaggiavano due comitive di amici: quella guidata dalla Golf dei due fidanzati con altre tre auto che andavano a Montoso a festeggiare un compleanno; l’altra guidata da G. P. e seguita da una vettura con amici, che però aveva sbagliato strada e prima di quell’area artigianale della frazione Villar avrebbe dovuto girare a sinistra invece che andare diritto.
Per il perito dell’accusa, ingegner Storace, nel punto in cui G. P. eseguì la svolta a sinistra, a terra c’era la linea bianca continua, mentre qualche metro più avanti diventava tratteggiata proprio all’altezza del capannone e per questo se avesse percorso quei pochi metri in più, la Golf (che viaggiava a 114 chilometri orari) avrebbe avuto il tempo di transitare. Una tesi contrastata dal consulente della difesa, ingegner Petrillo, che oltre a evidenziare l’ambiguità della segnaletica stradale (“Per il Codice della Strada una linea continua deve misurare non meno di 30 metri, mentre quella posta tra due serie di linee tratteggiate ne misurava 13, non era né continua né tratteggiata, e ora che la segnaletica è stata rifatta misura più di 30 metri”), ha precisato che forse si sarebbe evitato l’urto con la Golf ma non con le auto che la seguivano e che avevano anche loro iniziato la manovra di sorpasso.
Per il pubblico ministero Attilio Offman le conclusioni del perito dell’accusa avevano chiarito in modo inconfutabile che proprio a causa dell’alta velocità della Golf, se la manovra fosse iniziata qualche metro dopo, sulla linea tratteggiata, l’incidente non ci sarebbe stato.
Premesso che per il pubblico ministero la responsabilità principale era in capo al conducente della Golf, al signor G. P. andava attribuito un concorso di colpa da condannare con la pena di un anno e quattro mesi di reclusione.
Per l’avvocato Dario Ghione, difensore dell’imputato, però “quello che è accaduto è una tragedia e ne siamo tutti consapevoli, ma il colpevole è stato già condannato”, sottolineando nella sua arringa che il giovane alla guida della Golf era risultato positivo agli stupefacenti. “Il mio assistito aveva guardato nello specchietto e messo la freccia ma non aveva il tempo psicotecnico per accorgersi di un bolide che arrivava alla velocità di 114 chilometri orari”, concludendo con la richiesta di assoluzione con formula piena. L’udienza è stata rinviata all’8 maggio per le repliche e la sentenza.

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