Caterina Rabbia, la prima custode donna di rifugio della Valle Gesso e una delle pioniere dell’accoglienza in quota sulle Alpi si è spenta nella casa di riposo Mons. Calandri di Boves. Aveva 95 anni e con il marito Tino Piacenza, tra la metà degli anni ’60 e i primissimi anni ’80, gestì il Remondino, il Dante Livio Bianco e il Morelli, strutture di proprietà della sezione del Cai di Cuneo.
“Nuccia” com’era chiamata affettuosamente da amici e clienti era una donna che accoglieva gli alpinisti sempre con il sorriso e il suo immancabile minestrone: “Volevo che la gente mangiasse un piatto genuino, così usavo solo verdura fresca, per quanto possibile coltivata nel nostro orto di Sant’Anna di Valdieri – disse in un’intervista a Ilario Tealdi, direttore di Montagne Nostre – Mi riempivo di tutti i tipi di verdura, per dare più gusto tagliavo un bel pezzo di lardo o pancetta“.
In tanti salivano ai rifugi gestiti da Tino e Nuccia appositamente per gustare quel minestrone diventato celebre. Raccontano, alcuni escursionisti che il delizioso profumo della zuppa scendesse dal Remondino sino al Pian della Casa. Forse era solo suggestione, o forse la fame che accelerava il passo, ma quel minestrone aveva davvero un richiamo irresistibile.
I funerali saranno celebrati giovedì 16 aprile alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Anna di Valdieri.




