
Domenica 19 aprile Carlo Marro festeggerebbe 100 anni. Proprio in questa giornata amici e familiari vogliono ricordarlo nella sua Cuneo con un appuntamento alle 17 nel chiostro del Museo civico di via Santa Maria.
Non avrebbe voluto ricordi in pompa magna né celebrazioni, perché la sua presenza importante era sempre discreta e delicata, ma la Città di Cuneo e tutto il territorio non può dimenticare un suo figlio che ha molto amato la sua città, che l’ha raccontata, prima sulle pagine de La Guida e poi nei suoi libri, che da grande appassionato pieno di interessi e da attento storico ha fatto innamorare tanti a questa terra.
Partigiano di Giustizia e Libertà in valle Maira, maestro in montagna, professore al liceo, direttore didattico, storico, scrittore e giornalista, Carlo Marro era nato il 19 aprile 1926 a Cuneo, figlio di un noto orologiaio di via Caraglio, nel centro storico. Esponente dell’Azione Cattolica, ottimo studente, si laurea in pedagogia e diventa prima maestro nelle scuole di montagna, poi alle superiori e infine direttore didattico.
Per tanti anni è stato collaboratore de La Guida. Lo ricordava nel suo pezzo, a seguito della morte improvvisa in un incidente stradale il 16 giugno del 1998, lo storico redattore de La Guida, Giovanni Giraudo, che come Marro condivideva la passione per Cuneo, in particolare l’amore per il centro storico, e per il nostro settimanale: “Una “firma” di valore – scriveva Giraudo – . Ogni settimana, puntuale, portava in redazione uno o due “pezzi”: l’articolo di cultura, delle tradizioni locali, e la indovinata rubrica sulle denominazioni stradali. Ogni volta un commento, una nota di colore. Un arricchimento per noi, giovani cronisti, praticanti di redazione, e poi una frase ripetuta sovente: “… c’è Adriana che mi aspetta”. La signora Adriana era la moglie, insostituibile compagna, sempre al suo fianco”.
Adriana Marino, maestra elementare, è stata davvero al suo fianco sempre. E con il suo Carlo condivideva la passione dello scrivere e del far conoscere tutti i segreti della sua città. Ne parlo a ragione e per prova diretta. Della maestra Marino sono stato alunno alla scuola elementare Luigi Einaudi e immancabile era presenza del marito Carlo in tutte le occasioni di convivialità, alle tante recite in giro per la provincia e non solo, ma anche nelle lezioni proprio su Cuneo e la sua storia che regalava con tanta passione e dedizione anche a noi piccoli cuneesi.
Nel ricordo di domenica 19 aprile sono previste alcune testimonianze. Gigi Garelli direttore dell’istituto storico della Resistenza parlerà di Carlo Marro partigiano Gl. Nel giugno ’44 insieme a due amici raggiunse i partigiani a Paglieres sopra San Damiano Macra dove rimase alcuni mesi. Era il più giovane della banda e venne anche incaricato di alcuni compiti particolari come riparare una mitragliatrice nella zona di Celle Macra e recuperare in una borgata di San Damiano l’elenco dei partigiani per evitare che venissero scoperti dai tedeschi. Tornato a Cuneo dopo la Liberazione riscontrò per diverso tempo male alle ginocchia per via delle notti trascorse sulla neve. Nell’aprile ’45 ricevette il “Brevetto di partigiano” dal “Corpo volontari della libertà” firmato dal comando generale fra i quali Parri, Longo e Mattei. Nel 1985 il “Diploma d’onore al combattente per la libertà d’Italia” firmato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini e dal ministro della Difesa Giovanni Spadolini. Nel 1961 è stato autore della pubblicazione rivolta ai ragazzi 1918-1946 “La storia a noi più vicina”.
L’ex Provveditore agli studi Giovanni Ferrero traccerà un ricordo di Carlo “da maestro in montagna a direttore didattico”: è stato insegnante elementare a Aramola di Stroppo, Chesta di Rittana, San Pietro del Gallo, San Rocco Castagnaretta, Fontanelle di Boves e Tarantasca. Poi professore di filosofia alle Magistrali di Mondovì e al liceo di Savigliano e infine è stato direttore didattico delle scuole di Bene Vagienna, Demonte, Fossano, Boves e delle Elementari di viale Angeli a Cuneo, che aveva competenza anche dei plessi di San Rocco Castagnaretta, San Paolo Cuneo 2 e di quella presente all’epoca nella caserma Ignazio Vian. Per un periodo ha avuto anche l’incarico a scavalco nell’alta valle Maira.
Laureato in Pedagogia ha tenuto tante conferenze sul mondo della scuola, scritto libri di pedagogia (“I nostri figli” e “I nostri figli crescono”).
Ma per decenni si è dedicato alla sua grande passione per la città di Cuneo. Di questo aspetto parlerà lo storico, e collaboratore de La Guida, Giovanni Cerutti. Oltre a molti articoli ogni settimana su La Guida, Carlo Marro ha scritto volumi con racconti e testimonianze di personaggi della Cuneo di un tempo. Già dai titoli “Cuneo una volta”, “Ieri a Cuneo”, “Gente di Cuneo”, si respira l’amore per la città e le tradizioni. Domenica saranno letti brani dai suoi libri e il collezionista cuneese Silvio Bonino porterà una testimonianza di “Come ci si innamora di questa città”.
Gianni Armando realizzerà nel chiostro un quadro che sarà donato al Comune di Cuneo dai famigliari di Carlo, dalla moglie Adriana e dai figli Donatella, Pier Francesco e Gianpaolo.





