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Domenica 10 maggio 2026

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Accusato di aver sottratto files all’azienda, viene assolto

Un geometra che era stato direttore tecnico in un'impresa edile, dagli ex datori di lavoro le accuse di frode informatica e tentata estorsione, ma i dati erano tutti a disposizione

Peveragno

La Guida - Accusato di aver sottratto files all’azienda, viene assolto

Si è concluso con una piena assoluzione il processo al geometra impiegato presso una ditta di costruzioni come direttore tecnico, che i due titolari avevano accusato di accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica e tentata estorsione, per aver cancellato dal computer aziendale una serie di files relativi a progetti edili in corso e per aver chiesto ai titolari di firmare una manleva per ottenerli indietro sulla chiavetta su cui li avrebbe salvati. Dopo le dimissioni del loro direttore tecnico, i titolari della ditta avevano riferito all’autorità giudiziaria di aver trovato il computer aziendale completamente vuoto (“Come fosse appena uscito dalla casa madre”). Alla loro richiesta di restituire i dati che vi erano contenuti, F. O. avrebbe chiesto la sottoscrizione di una manleva: “I dati c’erano, bisognava solo cercarli, e poi avevano anche tutti i faldoni cartacei”, la sua replica. L’uomo ha riferito in aula che quando iniziò a lavorare presso la ditta, non c’era un computer aziendale e che lui usava il proprio portatile: “Anche quando andavo sui cantieri portavo per comodità il mio portatile e quindi molti documenti sono stati creati lì e poi trasferiti sul computer aziendale tramite la mia chiavetta”. Questa è la conclusione a cui erano giunte anche le consulenze tecniche che avevano trovato una sostanziale corrispondenza tra i documenti contenuti sui due computer, e che non c’erano tracce di documenti cancellati, così come non esisteva una password per accedere al computer aziendale che era di libero accesso a tutti. Anche per il pubblico ministero l’istruttoria aveva escluso la sussistenza dei reati di accesso abusivo e frode informatica per i quali aveva chiesto l’assoluzione ma non per il reato di tentata estorsione, per la quale aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. “Avevo scritto quella manleva come forma di tutela per me dopo essere andato via, perché molti fornitori che dovevano essere pagati avevano iniziato a rivolgersi a me perché i due titolari dicevano che gli ordini li avevo fatti io. Io rinunciavo ai soldi che ancora mi dovevano e loro a eventuali rivalse su di me, ma non si parlava dei dati della chiavetta perché sul computer aziendale avevano tutto e la chiavetta era mia e conteneva documenti personali”. Per la parte civile che aveva insistito per la condanna del geometra, la sua era stata una condotta decisamente anomala perché alle richieste di aiuto da parte dei due titolari sulla ricerca delle pratiche in corso l’uomo non aveva mai risposto, salvo poi presentarsi con la manleva da far firmare ai suoi ex datori di lavoro. Per la difesa però se quello fosse stato davvero un tentativo di estorsione, sulla manleva ci sarebbe stata solo la firma dell’estorto mentre in questo caso c’era anche la firma del presunto estorsore che aveva agito in questo modo solo per tutelarsi da eventuali ritorsioni in una situazione lavorativa che andava deteriorandosi. Una ricostruzione dei fatti accolta dalla giudice che ha assolto il geometra con formula piena.

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