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Domenica 10 maggio 2026

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“Le due liberazioni”, parole profetiche su La Guida 80 anni fa

Liberazione politica e liberazione morale, abbattere le tirannie ma anche superare gli scontri per ricostruire: messaggi di profonda attualità anche nel 2026

Cuneo

La Guida - “Le due liberazioni”, parole profetiche su La Guida 80 anni fa

Sono passati 80 anni, ma quell’augurio risuona e vale ancora oggi: su La Guida pubblicata il 27 aprile 1946, dopo il primo 25 Aprile come festa nazionale, l’editoriale era intitolato “Le due liberazioni”. Liberazione politica, quella che veniva celebrata con gioia e al tempo stesso nel ricordo vivo del sangue versato; ma anche la liberazione morale, il superamento delle fazioni e la ricucitura di un Paese chiamato a rialzarsi. Altrimenti, anche uscire dalla tirannia sarebbe stato inutile. Parole che oggi non hanno perso significato, anzi rasentano il profetico per il messaggio che sanno dare anche all’attualità, al mondo dilaniato e alla “guerra mondiale a pezzi” che viviamo, dall’Ucraina al Medio Oriente a tantissimi altri luoghi di scontro, conflitto, intolleranza, ideologia e violenza che non fanno notizia ma opprimono persone e popoli, minoranze religiose, idee e aspirazioni. Ecco allora che rileggere quelle parole oggi, in occasione del 25 Aprile, nel 2026 a 81 anni da quei fatti, non smette di avere senso. Qualche passaggio di quell’editoriale è stato letto anche nella serata di ieri (venerdì 24 aprile), alla fiaccolata in onore della Liberazione, a Cuneo, dal direttore dell’Istituto storico della Resistenza Gigi Garelli.
Ecco alcuni passaggi di quel testo, riprodotto integralmente nelle due immagini sotto.
“È storia di ieri appena e una cosa spiace: che tanto presto taluno l’abbia voluto dimenticare”. “Ora che, col concorso di tutto il popolo, la liberazione politica è una realtà, non bisogna illudersi che l’opera sia compiuta. Essa è appena agli inizi: la liberazione politica a poco servirà, né durerà a lungo se non la completeremo con la liberazione morale”. “Domina ancora l’intolleranza violenta dell’altrui opinione, caratteristica delle abbattute dittature: per taluni la ragione del mitra è l’unica decisiva. Trionfa in troppi il malcostume sfacciato. Nefasti residui di un passato che tutti deploriamo e e ideale premessa perché esso ritorni, seppure con altro nome”. “L’armistizio presente non sia una breve tregua, da cui si abbia a precipitare in altri orrore e in altre guerre (…) ma si trasformi in vera pace”.

 

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