Domani (domenica 26 aprile) riaprono le porte del castello di Rocca de’ Baldi per una nuova stagione di conoscenza e meraviglia, storia e accoglienza.
Il castello domina la piazza e ingloba la torre che svetta ancora in alto con le sue merlature ghibelline. Un castello nelle cui sale si sono stratificate storie di nobiltà e borghesia, si sono intrecciate storie di vita, scuola e lavoro, fino a diventare museo di sé stesso e della civiltà contadina.
Le mura del castello sono impregnate anche delle tante storie dei bambini e dei ragazzi accolti dalla Colonia Agricola Orfani di Guerra, nata per dare un futuro ai figli dei tanti caduti della prima guerra mondiale, figli di contadini che qui imparavano a diventare buoni agricoltori.
Al secondo piano del castello il Museo “Augusto Doro” si snoda con i suoi contenuti multimediali, raccontando la nascita e lo sviluppo del nostro territorio, plasmato dal lavoro secolare dell’uomo. Scenografici allestimenti suggeriscono significativi momenti storici e i grandi temi che hanno segnato lo sviluppo economico e agrario delle nostre terre: grano, mais, castagne, seta… mentre scorrono ricche documentazioni d’archivio nelle postazioni multimediali ed antichi strumenti di lavoro ci ricordano che la produzione del cibo è stata legata ad una fatica immane, compagna delle generazioni che ci hanno preceduto, fino al cambiamento epocale della seconda metà del Novecento.
Senza dimenticare la religiosità profonda espressa dal mondo contadino, intrisa di riti, santi, processioni, canti, alla ricerca di protezione e tutela quando la perdita di un raccolto o la moria del bestiame significava la rovina e la fame. Ed ecco allora una preziosa testimonianza: il carro processionale realizzato nel 1823 e usato per decenni a Passatore, dedicato a San Magno, il Santo protettore degli animali e del lavoro contadino.
Infine il parco, riservato alla vita della famiglia nella parte aperta sulla facciata interna del castello. Più avanti, il vasto spazio dedicato al frutteto. Il tutto racchiuso dal tipico muro in pietre di fiume e cocci di mattone, ma proiettato verso il verde della campagna e concluso dalla cerchia delle montagne.
Il castello di Rocca de’ Baldi apre le porte ai visitatori con bellezza e con tante storie da raccontare, tutte le domeniche e i giorni festivi, fino al 25 ottobre.





