C’è anche un po’ di Granda dietro il sì del Senato al disegno di legge sulla produzione e vendita del pane, con la nuova disciplina del pane fresco, a tutela del consumatore e anche delle imprese artigiane del settore.
Tra i punti del provvedimento, la definizione di “pane fresco” riservata esclusivamente al prodotto ottenuto attraverso un processo produttivo continuo, senza ricorrere a congelamento o altre tecniche di conservazione, e destinato alla vendita entro un arco temporale limitato. Viene inoltre vietato l’uso improprio di denominazioni ingannevoli per il consumatore, rafforzando così la trasparenza e la correttezza delle informazioni al pubblico.
Nella nuova legge c’è anche la netta distinzione tra pane fresco e prodotti ottenuti da impasti conservati, surgelati o precotti. “Un passaggio storico per il settore della panificazione italiana”, secondo le organizzazioni del comparto.
“Finalmente – sottolinea il presidente nazionale di Confartigianato Panificatori, il saviglianese Vincenzo Pallonetto (nella foto sotto) – viene riconosciuto e tutelato il vero pane artigianale, frutto di competenze, tradizione e qualità. È un provvedimento che mette al centro i consumatori, garantendo loro informazioni chiare e corrette, e allo stesso tempo sostiene le nostre imprese, promuovendo uno sviluppo sostenibile e rispettoso del territorio e delle produzioni locali”.





