Revello non molla la presa per ciò che concerne la recente classificazione dei Comuni montani che sta suscitando polemiche e perplessità sul territorio, escluso dall’elenco ufficiale nonostante una consolidata identità geografica e amministrativa legata alla montagna.
Storicamente, una parte significativa del territorio comunale — in particolare quella individuata nei fogli catastali dal 44 al 52 — è stata riconosciuta come montana già dalla normativa regionale del 1988. Inoltre, Revello ha fatto parte per anni delle Comunità Montane del territorio e continua a esercitare funzioni legate a tali ambiti, mantenendo una forte integrazione con i Comuni limitrofi.
A rafforzare le perplessità, anche il confronto con altri Comuni: alcune aree con meno terreni, sentieri o paesaggi in salita, erti o ripidi e più sfruttabili risultano incluse nella classificazione montana, mentre zone più impervie e boscate del territorio revellese ne restano escluse. Nel frattempo, il Comune ha deciso – come abbiamo scritto giorni fa – di intraprendere un’azione formale, presentando ricorso al TAR del Lazio per contestare la decisione ministeriale.
Il sindaco Paolo Motta non nasconde il suo disappunto: “Questa decisione appare profondamente ingiusta e difficile da spiegare ai cittadini, soprattutto considerando la nostra storia, la nostra geografia e il ruolo che svolgiamo all’interno della Valle Po. Fa sorridere — ma fino a un certo punto — che il prossimo 10 maggio Revello ospiterà il Campionato Italiano di corsa in montagna. Evidentemente per qualcuno siamo abbastanza montani da correre, ma non abbastanza da essere riconosciuti come tali”.
Dal punto di vista geografico, il Comune presenterebbe infatti caratteristiche tipiche delle aree montane: due versanti ben definiti separati dal fondovalle attraversato dal fiume Po. Da un lato si estende il massiccio del Monte Bracco, dall’altro il crinale che divide la Valle Po dalla Valle Bronda. Si tratta di aree con pendenze marcate, ampia copertura boschiva e limitata sfruttabilità agricola, elementi che secondo molti dovrebbero rientrare pienamente nei criteri di montanità.
Nel caso di Revello la nuova classificazione farebbe emergere una separazione artificiale di aree geograficamente e morfologicamente omogenee.




