Sale a 209 milioni di euro (contro i 203 stimati a marzo) il buco della sanità piemontese.
“Un intervento di aggiornamento necessario e urgente per allineare i conti e rafforzare il sistema sanitario regionale” ha spiegato l’assessore alla Sanità Federico Riboldi oggi (martedì 5 maggio) durante la sua informativa al Consiglio facendo il punto sulla situazione dei bilanci delle aziende sanitarie regionali e illustrando il provvedimento che aggiorna il fabbisogno del bilancio sanitario, alla luce delle indicazioni ministeriali arrivate il 28 aprile.
“Gli equilibri complessivi del sistema restano solidi e sotto controllo – ha detto Riboldi -. Il Piemonte, infatti, resta in gestione ordinaria, ampiamente sotto le soglie critiche. Un contesto oggettivamente difficile, ma che può rappresentare un’opportunità di investimento e rilancio”.
Il consiglio tornerà a riunirsi domani e giovedì, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione entro la settimana.
Critiche le opposizioni: tutte chiedono a gran voce un ritorno in Commissione.
Per Gianna Pentenero, Alberto Avetta, Monica Canalis, Nadia Conticelli, Fabio Isnardi, Simona Paonessa, Laura Pompeo, Domenico Ravetti, Domenico Rossi, Mauro Salizzoni Daniele Valle, Emanuela Verzella (Pd) “non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. Oggi l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle Asr per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda, dove il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto”.
Alice Ravinale, Valentina Cera, Giulia Marro (Avs) sostengono che “l’informativa non chiarisce nulla, è da troppo tempo che l’assessore fa propaganda. Dopo due mesi di silenzio in Commissione e il richiamo in aula con urgenza per oggi, avevamo chiesto come opposizioni tre cose semplici: il quadro delle risorse in arrivo da Roma e la loro destinazione, i conti delle ASL da cui si origina il buco da coprire e le coperture per le somme necessarie. Ad oggi ancora nessuna risposta. Oggi la Giunta Cirio ha calato la maschera e decide di ripianare il disavanzo togliendo soldi a materie importanti”.
Vittoria Nallo (Sue) ha evidenziato che “discutere i bilanci della sanità con emendamenti dell’ultimo minuto, senza spiegazioni tecniche, in palese assenza dei pareri istituzionali e in mancanza dell’informativa prevista è un metodo irrispettoso e inaccettabile. La Giunta pensa solo a tamponare l’emergenza di oggi per far quadrare i numeri, ma manca totalmente di una visione per i prossimi anni. Continuare a intervenire senza programmazione significa scaricare i problemi sui cittadini e sulle aziende sanitarie”.
Sarah Disabato e Alberto Unia (M5S): “Quando le cose vanno male è colpa di chi governava prima. Quando vanno bene, anche se i soldi sono quelli portati dal Governo Conte col Pnrr, allora i meriti sono tutti della Giunta. Bisognerebbe cominciare ad assumersi le proprie responsabilità perché i problemi sono evidenti: nessun mattone posato per i nuovi ospedali, liste d’attesa infinite, case e ospedali di comunità in ritardo, servizi ridotti, immobilismo sul tema dell’autosufficienza e della salute mentale”.




