Sono destinati a subire un brusco ed inatteso rallentamento i lavori di realizzazione del centro per le donazioni di sangue destinato a sorgere in una porzione del fabbricato che negli Anni 70 e 80 ospitava il “Convitto Alpino Valle Po” (foto) che accoglieva perlopiù bambini di famiglie disagiate.
Il progetto, dopo la sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione per i Fondi di Sviluppo e Coesione – Aree Territoriali Omogenee avvenuta a Cherasco, era risultato destinatario di un contributo di 120.000 euro.
Nei giorni scorsi il Comune ha chiesto all’impresa appaltatrice (Gabriele Allio) di rallentare bruscamente i lavori: per continuare manca al momento la liquidità. Una doccia gelata.
Quanto dovrà durare questo “rallentamento” è inimmaginabile, perché inimmaginabile è sapere quando la Regione Piemonte riuscirà a fare fronte agli impegni presi ed a versare i 120.000 euro, costretta da Roma a sanare con priorità assoluta il buco della Sanità piemontese.
Al momento – ferma restando un preventiva proroga del termine previsto per la consegna dei lavori (180 giorni) che metta la ditta al sicuro da brutte sorprese che, sulla vicenda non ha alcuna responsabilità – si parla di uno stop non inferiore ai due mesi.
“Il Comune – ci ha detto il vicesindaco Marco Margaria – cercherà di ovviare a quanto sta accadendo, anticipando di tasca propria i soldi necessari, riccorendo all’avanzo di amministrazione”.
Ma il rischio che il centro prelievi possa non essere pronto ad entrare in funzione prima del prossimo 2027 è assai più che concreto.



