“Se la Regione – ci si chiede – è costretta a sanare con priorità assoluta lo sprofondo rosso della sanità piemontese, non riesce ad elargire una somma non certo esorbitante come quella di 120.000 euro, cosa dobbiamo attenderci per ciò che riguarda il Bando Neve, che ha destinato all’incirca un milione di euro a Pian Munè di Paesana ed a Crissolo?”.
La distinzione fra le due stazioni invernali è quella che intercorre tra fine vita tecnica e revisione, fondamentale nel mondo degli impianti a fune poiché segna il confine tra il “pensionamento” definitivo dell’impianto e la “manutenzione straordinaria”.
Pian Munè ha la sciovia Fontanone che ha esaurito la sua vita tecnica e deve quindi essere sostituita.
Crissolo, che ha firmato un accordo col vecchio gestore finalizzato all’acquisto dei due skilift (che prima dovranno essere revisionati) e di accessori e strutture presenti sulle piste: il vecchio gestore, proprietario degli skilift, cui compete la costosa revisione, ha più volte ribadito che i lavori inizieranno non appena avrà ricevuto una somma tale da permettergli di non esporsi di tasca propria.
“Si tratta di lavori che indicativamente richiederanno due stagioni estive per essere completati” ci dicono a Crissolo.
Fra sette mesi cadrà la prima neve, tanto per avere ben chiaro in mente quanto breve sia l’estate in montagna ed il rischio di un anno di stop è concreto.




