Continua in Consiglio regionale la maratona per la discussione sul disegno di legge 132 “Interventi urgenti in materia sanitaria”, variazione di bilancio per coprire il disavanzo della sanità regionale che dai preventivati 203 milioni di euro è salito a di 209 milioni.
In questi giorni le opposizioni erano insorte dopo che il provedimento arrivato in aula martedì era stato modificato la sera prima con un emendamento dell’assessore al Bilancio Andrea Tronzano che aveva riscritto le coperture “prelevando” quasi 117 milioni di euro da altri capitoli, in particolare università, welfare, politiche sociali e trasporto pubblico.
Gli assessori alla Sanità, Federico Riboldi e al bilancio, Andrea Tronzano, hanno spiegato in Aula che “si tratta di risorse aggiuntive per i maggiori investimenti, che la Regione ha scelto di assegnare alle aziende sanitarie per garantire maggiori servizi e cure ai piemontesi. Saranno anticipate da altri capitoli del bilancio regionale che non prevedono spese nel primo semestre e reintegrate a luglio”.
La manovra portata all’approvazione dalla giunta prevede 77 milioni di risparmio sulla quota di pagamento di interessi dei mutui, 16,5 milioni di rimborsi in arrivo da altri enti della pubblica amministrazione e 116 milioni dal bilancio regionale che verranno reintegrati a luglio con l’assestamento, tenendo anche conto di 96 milioni di crediti che la Regione vanta nei confronti delle aziende sanitarie e che recupererà nei prossimi mesi.
Il Ddl prevede inoltre la copertura delle spese per il compenso del commissario straordinario per la nuova Città della salute e della scienza di Novara, per rafforzare la presa in carico integrata delle persone fragili e per potenziare gli hospice. L’obiettivo della giunta è di arrivare all’approvazione entro fine settimana, come richiesto lo scorso 28 aprile dal Ministero dell’Economia. Le votazioni sono previste per oggi (giovedì 7 maggio).
Clima in aula acceso anche nella seduta di ieri (mercoledì 6 maggio), con tanti interventi da parte delle opposizioni che hanno contestato le spiegazioni degli assessori Riboldi e Tronzano.
Daniele Valle, Domenico Rossi, Fabio Isnardi e Nadia Conticelli (Pd) hanno ricordato che “il disavanzo sanitario è in crescita, siamo passati da 159 milioni nel 2023 a 209 nel 2025, e non abbiamo ricevuto rassicurazioni su un cambio di tendenza nei prossimi anni. L’assessore parla di investimenti e di scelte, ma la realtà è che il governo assegna risorse insufficienti alla sanità pubblica e la Giunta fa fronte al debito delle Asl tagliando altri servizi ai cittadini”.
Alice Ravinale (Luv): “I tagli del governo pesano sulle casse regionali e a fronte di risorse inadeguate per rispondere ai bisogni crescenti in sanità noi tagliamo il trasporto ferroviario e le borse di studio. Abbiamo un credito di 96 milioni di euro con le Asl e non si comprende perché non si possano inserire nella variazione”.
Per Sarah Disabato e Alberto Unia (M5s): “Non si può approvare un Ddl che taglia altre voci andando a congelare partite di bilancio importanti per i piemontesi per andare a ripianare il disavanzo della sanità. Dite che queste somme torneranno come restituzione da parte delle Asl, ma non abbiamo certezze su quando torneranno nelle casse regionali”.




